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LA POESIA INCONTRA LA MUSICA

LA POESIA INCONTRA LA MUSICA Tra Leopardi e Chopin, alla “Leonardo da Vinci” si impara dal passato e si costruisce il futuro .

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LA POESIA INCONTRA LA MUSICA

Tra Leopardi e Chopin, alla “Leonardo da Vinci” si impara dal passato e si costruisce il futuro.
Poesia e musica, in un affascinante compito di realtà che ha coinvolto le ragazze e i ragazzi della 3aD della scuola secondaria “Leonardo da Vinci”.

Il punto di partenza è stato lo studio della cultura romantica degli inizi dell’Ottocento, nell’ambito della quale la poesia, l’arte figurativa e la musica raggiungono una particolare sintonia nei temi, negli intenti, nelle forme.
Gli alunni, studiando la figura di Giacomo Leopardi, sotto la guida della docente di lettere Maria Antonietta Coluccelli, sono rimasti impressionati dalla profondità della poetica dell’autore e hanno pensato di registrare una declamazione del celebre canto “A Silvia”.

La professoressa ha proposto allora una collaborazione con il docente di musica Samuele Rizzo, il quale ha invitato gli studenti ad ascoltare alcune opere musicali composte nello stesso periodo storico.

Una sorprendente affinità con la figura di Leopardi è stata riscontrata in Fryderyk Chopin, compositore francese di madre polacca, un poco più giovane del poeta di Recanati: entrambi bambini prodigio, non sempre felici in amore, tutti e due di costituzione fisica cagionevole, scomparsi prematuramente a trentanove anni.
La splendida lirica di Leopardi è stata associata dagli studenti ai Notturni di Chopin ‒ composizioni che rievocano appunto l’atmosfera della notte, quieta e a volte carica d’angoscia ‒, e in particolare con il Notturno op. 9 n. 3. Anche qui, la poesia e la musica sono accomunate da una struttura bipartita: l’incipit di “A Silvia” rievoca i dolci ricordi del giovane poeta, così come il Notturno inizia con melodie delicate e serene; nella seconda parte, entrambe le opere si riempiono di tensione, in un caso per la morte inspiegabile della fanciulla, nel secondo caso per  evidenziare l’oscurità e la paura.
Gli studenti, allora, hanno voluto unire la loro declamazione alla musica, supportati dal docente di sassofono Terenzio Demilito, che ha messo a disposizione le proprie competenze tecniche, dando vita a un vero e proprio
studio di registrazione nella cornice suggestiva della biblioteca scolastica.

Il risultato è un prodotto nella forma del podcast, ovvero un file audio, che può essere ascoltato da qualsiasi supporto tecnologico, una forma di comunicazione che oggi si sta rapidamente diffondendo, soprattutto tra i più
giovani, per veicolare contenuti su qualunque argomento. Anche stavolta i nostri ragazzi, sostenuti dai docenti, si sono rivelati all’altezza di affrontare le sfide culturali e tecnologiche del mondo di oggi, e la scuola è sempre di più
promotrice di attività stimolanti e collegate con la realtà concreta vissuta dai più giovani.